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Amerino |
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Il comprensorio amerino comprende le solari colline fra il fiume Tevere e il suo maggior affluente, il fiume Nera. Queste terre genuine si offrono al turista per la ricchezza di memorie, per i caratteristici paesaggi sereni e solari, per la quiete, e per gli autentici sapori della cucina amerina, accompagnati da vini di primissima qualità mondiale. Il centro principale, esempio di arte preromana e medioevale di questo territorio, è la cittadina di Amelia che, con i suoi 15.000 abitanti, si trova su di una collina con un'atmosfera fuori dal tempo, al rifugio delle sue possenti mura antichissime. La ricchezza del comprensorio amerino, oltre che dalle splendide campagne, è costituita da borghi medievali di notevole interesse artistico come Lugnano in Teverina, con la stupenda chiesa di Santa Maria Assunta, Attigliano, dominato dal suo splendido castello, e la romanica Montecastrilli. E poi ancora Avigliano Umbro, Giove, Guardea, Penna in Teverina. Una nota speciale merita Alviano, che oltre al possente castello, è celebre per ospitare una delle più belle e ricche oasi naturalistiche della penisola.
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Assisiate |
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Questa zona dell' Umbria, che è già oggi famosa in tutto il mondo per aver dato i natali a San Francesco, risulta essere ogni anno meta di migliaia di pellegrini. Il polo di maggior interesse turistico del comprensorio è ovviamente la cittadina di Assisi, dove si possono dapprima visitare i luoghi in cui visse San Francesco, per poter in seguito ammirare gli inestimabili tesori d'arte della Basilica di Santa Chiara, del Duomo e dei tanti altri edifici cittadini ricchi ancora di quel fascino dovuto alla storia ed alle gesta medioevali del centro. E' inutile sottolineare quanto i centri minori nelle vicinanze come Bastia Umbra, Bettona e Cannara non possano competere con la città del Santo per ciò che riguarda il numero e il valore delle attrazioni artistiche, ma a chi vorrà concedersi un'escursione nella pianura del Topino e del Chiascio sapranno assicurare ugualmente piacevoli momenti di svago e riposo.
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Trasimeno |
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Questo comprensorio può offrire, a differenza delle zone circostanti, tutte le meraviglie ambientali e le attività turistiche che solo un lago di dimensioni importanti come il Lago Trasimeno garantisce. Non a caso quattro dei centri più importanti, Castiglione del Lago, Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno e Magione, sorgono proprio sulle sue rive ed anche i borghi più distanti, quali Piegaro, Paciano o Panicale, orbitano intorno a questo importante polo di attrazione economico e turistico. Forse soltanto Città della Pieve per gli indiscutibili tesori artistici esula da questa legge non scritta che vede l'interesse del viaggiatore accentrarsi intorno alle acque del più grande lago del centro Italia. Il Lago Trasimeno è infatti apprezzata meta turistica per il suo clima mite, la pescosità delle sue acque, le ricche tradizioni che hanno lasciato un’impronta nei paesi del circondario. Impedibile per chi visita questo luogo la gita in traghetto a visitare le isole che sorgono al centro del lago: l’isola Polvere, la Maggiore e la Minore (delle tre solo le prime due sono visitabili). Non mancano poi le tracce di una storia antica e travagliata, i castelli, le rocche le chiese e le abbazie; le opere di artisti di grande fama, come quelle di Pietro Vannucci detto il Perugino o quelle di Nicolò Pomarancio.
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Eugubino |
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Il Comprensorio di Gubbio coincide con l'area montuosa situata nella parte nord orientale dell'Umbria, tra l' Appennino, la Val Tiberina e la Valle Umbra. Si tratta di una zona con una storia antica e gloriosa, ricca di bellezze naturali e di tesori d'arte. L'Eugubino è un area costellata di eremi, abbazie e piccoli centri dai nomi singolari. Gubbio conserva, quasi intatte, le testimonianze dell'epoca medievale, in cui conobbe il suo maggior splendore. Percorrendo la Flaminia si possono raggiungere i centri minori, che, come tutti i borghi umbri, sono ricchi di fascino e meritano di essere visitati. A Gubbio la strada che supera le strette del Bottaccione , fra le due pareti di roccia sanguigna , sale fino al valico della Madonna della Cima , e ridiscende verso Scheggia , l'antica Schisa. Da Scheggia proseguendo verso sud si giunge a Costacciaro, un paese ancora chiuso dentro le mura del vecchio castello. Qui il luogo di maggior interesse è costituito dalle grotte del monte Cucco, note fin dal cinquecento. Dopo Costacciaro troviamo Sigillo, patria di Ippolito Borghesi, che nel seicento operava a Napoli affrescando le più belle chiese del reame, e qui lasciò una vela di altare con firma, data e autoritratto. Dove si incontrano le strade per Roma, per Ancona , per Fano e per Gubbio sorge Fossato di Vico, dove troviamo, nella chiesa di San Benedetto, uno dei più antichi ritratti di pontefice che si conoscano, quello di Urbano V. Proseguendo ancora incontriamo Gualdo Tadino, la cittadina più operosa della vallata, ricca di industrie artigiane.
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Folignate |
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Il comprensorio folignate si distingue nell’ambito del paesaggio umbro per la sua natura prevalentemente pianeggiante. Ciò non toglie che, fatta eccezione per Foligno e Bevagna, gli altri borghi siano stati costruiti su alture in posizioni strategiche di controllo della valle o delle vie di comunicazione con l'Adriatico. Al margine occidentale del comprensorio troviamo infatti il castello di Gualdo Cattaneo e in posizione dominante Montefalco; più a nord Spello e ad est Trevi. Là dove i romani operarono per prosciugare il Lacus Clitorius, oggi si estende una vasta e fertile pianura attraversata dall' antico tracciato della via Flaminia che raggiunge attraverso Valtopina e Nocera Umbra il porto di Ancona. Per questi luoghi, che furono di volta in volta nei secoli al centro dello Stato Pontificio o confine fra il Ducato di Spoleto e l'Esarcato, passarono imperatori, papi e i loro seguiti costituiti sia da eserciti mercenari e saccheggiatori sia da grandi e valentissimi artisti. Questi ultimi hanno contribuito in modo decisivo a rendere negli anni particolari e irripetibili molti centri abitati ed edifici a partire dalla Piazza di Bevagna e dalla facciata del Duomo di Foligno per terminare con l'opera di Benozzo Gozzoli a Montefalco e con quella di Pinturicchio nella Cappella Baglioni a Spello.
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