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Gubbio
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Adagiata alle falde del Monte Ingino, Gubbio è tra le più antiche città dell'Umbria, meravigliosamente conservata nei secoli e ricca di monumenti che testimoniano il suo glorioso passato. Testimonianza delle sue antiche origini sono le Tavole Eugubine, uno dei più importanti documenti Italici ed il Teatro Romano situato appena fuori le mura. Sovrastata dall'alto dalla monumentale Basilica che custodisce le spoglie incorrotte del Patrono S.Ubaldo, Gubbio custodisce capolavori architettonici che simboleggiano e richiamano la potenza di questa città-stato medievale. All'inizio del XIV secolo risale il superbo complesso urbanistico formato dal Palazzo dei Consoli, divenuto il simbolo della città, dalla Piazza Pensile e dal Palazzo Pretorio. Da ricordare inoltre i palazzi Beni, del Bargello con la famosa fontana, del Capitano del Popolo. Di pure linee rinascimentali il Palazzo Ducale di Francesco Giorgio Martini che richiama e documenta il significativo periodo vissuto sotto la signoria dei Montefeltro del cui ducato la città era parte integrante. Di grande interesse sono anche la Cattedrale (sec. XII), Santa Maria Nuova (nel cui interno si ammira la Madonna del Belvedere dipinta da Ottaviano Nelli nel 1413), Chiesa e convento di S.Agostino (sec.XIII ) con all'interno affreschi del Nelli, Chiesa e Convento di S.Francesco (Sec.XIII), S.Giovanni(Sec.XII) caratterizzato dalla facciata e dal campanile in stile romanico, San Pietro ampliata nel 1505 e San Domenico ampliata nel XIV secolo.

Narni

 

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Le prime notizie storiche su Narni, all'epoca "Nequinum", risalgono al 600 a.C., ma la zona era abitata fin dall'età neolitica. Nel 299 a.C. fu colonia romana con nome di Nania, e nel 233 a.C. divenne importante fortificazione per la costruzione della via Flaminia. Nel 90 a.C. divenne Municipio. Fu esposta alle invasioni barbariche a causa della sua posizione dominante, e divenne libero comune nel sec. XI: tra i secoli XII e XIV toccò il suo massimo splendore. Durante il rinascimento fu frequentata da artisti di primissimo calibro quali il Rossellino, il Ghirlandaio, il Vecchietta, Antoniazzo Romano e lo Spagna. Nel 1527 fu presa con il tradimento dai Lanzichenecchi, che la incendiarono. Artisti quali gli Zuccari, il Vignola, il Sangallo e lo Scalza parteciparono alla ricostruzione, e nel 1664 fu fondata la biblioteca comunale. Tra i personaggi illustri nati a Narni ricordiamo l'imperatore romano Cocceio Nerva, il Gattamelata, la Beata Lucia, Berardo Eroli, Galeotto Marzio e Cassio da Narni. Numerosi sono i monumenti di pregio presenti nella città. Tra i principali citiamo la Cattedrale romanica, nella quale si trovano opere del Rossellino e di altri famosi artisti, la chiesa di San Francesco, sorta nel XIII sec., con notevoli affreschi di scuola locale, Palazzo dei Priori, costruito nel 1275 probabilmente da Gattapone da Gubbio e posto nella omonima piazza medioevale.
Orvieto  

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Le sue origini risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti etruschi, risalenti al IX° secolo a.C., infatti si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città. Annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, rimase sotto la dominazione romana fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Divenne poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, fu strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, poté prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo. Fu durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il celeberrimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica più importante della città, con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. Orvieto ancora oggi mantiene inalterato il fascino di secoli fa, ma riesce comunque a proiettarsi verso il futuro e si propone come vivace centro artistico e culturale.

Perugia
 

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La grande " Arce Guelfa" s'innalza al centro della Regione, con i suoi 5 rioni storici racchiusi nel perimetro delle sue mura Etrusche. Questi enormi bastioni formati di ciclopici massi, squadrati e messi in opera 22 secoli fa ed ancora visibili per lunghi tratti. Quando la città di Roma era poco di più di un accampamento di capanne, nella Perugia etrusca si entrava in ben 7 porte, tra cui particolarmente imponente, la Porta Pulchra o d'Augusto, d'epoca etrusca. Entrando da Porta San Pietro, rifatta all'esterno da Agostino di Duccio nel 1475, s'incontra a destra la basilica di San Domenico; nei chiostri e nel convento attiguo è stato ordinato l'importantissimo Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria. Continuando, si raggiunge la Piazza del Sopramuro, dove si allinea il palazzo quattrocentesco dell'Università Vecchia, unito al Palazzo del Capitano del Popolo. Proseguendo, dopo una breve salita, si apre una delle importanti piazze d'Italia, il Palazzo dei Priori, la Cattedrale, la Fontana Maggiore del '200 al centro, fanno della Piazza Grande di Perugia (Piazza IV Novembre) un superbo complesso monumentale. All'estremo opposto di Corso Vannucci si trova un famoso giardino-belvedere, che è stato creato sopra il basamento della Rocca Paolina, ossia la fortezza fatta erigere da Papa Paolo III nel 1540. Questo basamento racchiude, come sotto un'enorme campana, un intero quartiere della vecchia Perugia, una città morta, una specie di Pompei Medievale che è stata rimessa in luce e di cui la visita è oltremodo affascinante. Le salite e le gradinate di Perugia sono di norma alquanto ripide, sia quelle risalenti alle età più remote sia quelle tracciate in epoche più recenti, una di queste è Via delle Prome. Partendo dall'Arco d'Augusto, questa rampa conduce al punto più alto di Perugia, dove sorgeva la fortezza di Porta Sole eretta nel secolo XIV dal Gattapone, poi distrutta a furore di popolo. Se già una breve visita costituisce un raro godimento, sono fortunati coloro che potranno dedicarsi con maggior respiro alla scoperta di Perugia. Anche la più fugace presa di contatto non dovrà trascurare il complesso di San Francesco, con l'Oratorio di San Bernardino, il capolavoro d'Agostino di Duccio, che, ricoprendone la facciata di bassorilievi di un'incantevole grazia e finezza di modellato, ne fece un piccolo poema della scultura rinascimentale.

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Web
Regioneumbria.com

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